Curriculum Storico e Culturale

Nel lungo periodo in cui soggiornai a Porretta, ebbi modo di fare amicizia con alcuni cultori di storia locale che proprio in quegli anni avevano dato vita al “Gruppo di Studi Alta Valle del Reno”, cioè a una associazione di volontariato culturale senza fini di lucro, avente come scopo la storia, la tradizione e l’ambiente dell’Alta Valle del Reno bolognese e pistoiese. Portavoce ed organo ufficiale dell’associazione  è tutt’ora la rivista “Nuèter” (Noialtri)che semestralmente sforna una valanga di notizie delle due valli e dintorni sugli argomenti più disparati, banali fatti di cronaca più o meno antica, ricordi fotografici, costumi, feste civili e religiose, personaggi, incontri, convegni e chi più ne ha, più ne metta. Mi associai e tutt’ora seguo come socio, fedele lettore, e collaboratore.

L’occasione da cui ebbe inizio questa insolita e nuova attività culturale fu la rivisitazione delle vicende relative all’attività assistenziale e ospedaliera della zona porrettana, da cui ne conseguì la storia dell’assistenza ospedaliera che si concretizzò nel 1991 con la pubblicazione del volume: “Sei secoli di vita ospedaliera a Porretta” in collaborazione con Renzo Zagnoni. Seguì nel 1995 quella sulle “Terme di Porretta nella storia e nella Medicina” con Renzo Zagnoni e Andrea Guidanti, ognuno nelle parti più consone alla propria cultura e preparazione; nel 1998 venne pubblicato il volume sul “Comune di Porretta dall’Unità alla Repubblica” insieme a Alessandro Borri, praticamente la storia del comune dall’avvento del Regno d’Italia fino al 1948, anno della proclamazione della Repubblica Italiana. Seguì nel 2001 quella sugli “Educatori della Montagna”, cioè la storia delle scuole porrettane, in particolare del Collegio Albergati, e infine nel 2002 quella sul “Conte Cesare Mattei e l’Elettromeopatia”, di cui  sto preparando una seconda edizione in due volumi, aggiornata con nuove interessanti e insolite acquisizioni e accompagnata anche dalla documentazione bibliografica e iconografica fino ad ora dispersa oltre che in strutture pubbliche anche presso associazioni e privati.  Recentemente nel 2009 è stato pubblicato i l volume “ Quattro secoli di teatro e spettacoli a Porretta (Secoli XVII-XXI)” con particolare riguardo alla attività teatrale della Contea Ranuzzi e quella del XIX secolo; in seguito quella cinematografica del XX secolo fino al Festival annuale del Soul .

Altri  saggi storici non si riferiscono al territorio della Valle del Reno e di Porretta, ma vertono su ricerche in Bologna; il primo del 1996 riguarda i “Padri Ministri degli Infermi (Camilliani) a Bologna (1596-1996)”, quale omaggio all’Ordine Camilliano in Bologna nel cui Poliambulatorio io opero fin dal 1956. Il secondo più recente, è del 2004, e riguarda la “Parrocchia e la Chiesa di S. Paolo di Ravone. Centenario della Nuova Chiesa di S. Paolo di Ravone”, in omaggio alla parrocchia in cui fin dal 1963 faccio parte insieme alla mia famiglia ; nel 2009 ha fatto seguito una seconda parte : “La Parrocchia e la Chiesa di S. Paolo di Ravone nel bimillenario della nascita di Paolo di Tarso. Anno Giubilare Paolino 2008-2009.”

Un interesse particolare ho dedicato al mio paese d’origine, che per quanto piccolo , presenta un interesse particolare, non solo perché vi ho vissuto l’ infanzia e i miei anni giovanili, ma perché è veramente ricco di storia:. Anzola dell’Emilia. La Parrocchia. Il comuneVol. I° Dalla pieve di S. Pietro alla parrocchia dei S.S. Pietro e Paolo. Il II° volume :Dalla Preistoria al Governo Pontificio. Il III volume: Dalla Monarchia sabauda al, Repubblica Italiana1998.  Ed infine : Il Conte Cesare Mattei, l’inventore dell’Elettromeopatia e il costruttore della Rocchetta Mattei di Riola nel 2002. La maggior parte di questi volumi sono stati finanziati dalla Fondazione Carisbo.

Ribadisco che non sono uno storico, ma solo un medico che si interessa di storia locale e che questa è divenuta una vera passione; nata e iniziata come una semplice collaborazione con quel gruppo di amici che dianzi ho ricordato, si è trasformata in una vera necessità, specie in quel periodo della vita, così detto della quiescenza, in cui tutto si acquieta, il lavoro, le passioni, e gli interessi.

Purtroppo l’anziano, troppo spesso si vede emarginato, perché non serve più, o meglio serve meno, e se non ha alcuna attività che lo stimoli e lo motivi, si chiude in se stesso, e aspetta melanconicamente il passare dei giorni, perché per lui non c’è più un futuro. Un interesse così vivo come la ricerca storica lo motiva e gli allevia gli inevitabili acciacchi della vecchiaia.